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DOMANI VOGLIO ESSERE POETA di Martina Colli
94 pagine
Anno 2011
11,80 euro
Albatros Il Filo
Domani voglio essere poeta: il titolo della silloge di Martina Colli è insieme una dichiarazione d’intenti e di stile. L’atto di volontà con cui l’autrice si affaccia al mondo letterario è chiaro e perentorio, non lasciando margine a incertezze sulla possibilità stessa di dirsi poeta. La poesia è lì: cercata, sofferta, invocata. Sempre, comunque, presente. Il punto non è se la poesia esista – esiste dovunque ci sia vita; il punto è, casomai, saperla vedere, saperla ascoltare. Per Martina Colli, le occasioni poetiche sono innumerevoli; nella prima sezione, prevale un’attitudine indagatrice e curiosa rispetto alla natura e ai suoi fenomeni, che divengono cassa di risonanza dei sentimenti e delle intime emozioni dell’autrice. La quale finisce per identificarsi con le presenze (siano esse animali o vegetali, o semplicemente fenomeniche) del mondo che la circonda, tanto che fra lei e il resto non pare esserci soluzione di continuità. Romanticamente immersa in una consentaneità assoluta con l’universo, la poetessa si avverte viva e senziente in accordo con i tempi e i ritmi che pulsano all’esterno, sicché tramonti, lune, notti costituiscono orizzonti perfetti in cui proiettarsi e cercarsi. E, di certo, trovarsi e riconoscersi. Il tutto, detto e filtrato attraverso uno stile talora volutamente naïf, che nulla toglie all’intensità e alla fermezza che animano l’autrice nel suo voler inseguire la poesia. Il verso libero, imperante in maniera quasi totale, ha il vantaggio di lasciar fluire pensieri e immagini liberamente, secondo i ritmi del cuore. Spesso versi lunghi si alternano a versi brevissimi, addirittura monosillabici. Quando poi la brevità del verso si abbina a quella del testo, il messaggio giunge chiaro e tagliente, addivenendo ad una particolare pregnanza ed incisività. Altri espedienti stilistici ricorrenti sono l’anafora e i ritornelli, che conferiscono a molti testi un andamento continuo, musicale. Talora il risultato è quello di un ritmo litanico, ma di una sacralità laica, naturale, poetica, quasi arcaica. Che non ha bisogno di dèi ulteriori, perché già perfetta e piena, già tutta presente nel primo come nell’ultimo giorno del mondo; e certamente pulsante nel cuore e negli occhi dell’autrice, che sa scorgerla sempre. In un crepuscolo, dietro la luna, fra i grilli notturni c’è poesia e c’è religione; chi le cerca nella natura, con fare insieme attento e sognante, è appunto un poeta, nient’altro che un poeta.
Martina Colli, nata nel 1990, vive a San Bonifacio (Vr). Diplomatasi al Liceo Classico “Guarino Veronese”, frequenta la Facoltà di Lettere all’Università di Verona con curriculum Cultura Letteraria e Spettacolo. Dal 2007 fa parte della compagnia “Liberamente” ed è allieva del teatro scientifico-laboratorio di Verona. Ha preso parte alla produzione de “La vedova scaltra” per l’estate teatrale veronese 2010. “Domani voglio essere poeta” è la sua prima pubblicazione.
Silvia Gazzola
AMICI VIRTU@LI «La realtà dei Social network, la realtà di tutti i giorni» di David Conati
176 pagine + fascicolo didattico
Anno 2012
8,30 euro
Gruppo Editoriale Raffaello
«Amici Virtuali» è l’ultima opera letteraria dell’eclettico scrittore e compositore veronese David Conati, da alcune settimane nelle librerie di tutta Italia. Un romanzo contemporaneo, pensato e scritto per un target giovane. E che si presta all’approfondimento delle tematiche affrontate -che potrebbe essere svolto proprio in classe- grazie a un fascicolo allegato, utile anche per la comprensione del testo.
La narrazione attorno alla quale si sviluppa la storia affronta i meccanismi e le dinamiche della comunicazione mediatica, in particolare l’uso del computer. Ed è indubbiamente questo ciò che rende interessante ed attuale il romanzo. Una lettura per i giovani, si diceva, ma non solo: è infatti doveroso sottolineare che gli spunti di riflessione rinvenibili nell’opera potrebbero senz’altro incontrare un uguale interesse anche da parte di un pubblico smaliziato e attento: «Sul computer si dice di tutto e il contrario di tutto» ricorda Conati, ed aggiunge: «É una macchina stupida, ma risolve un sacco di problemi. I bambini non devono star troppo al computer, ma a scuola bisogna assolutamente fare dei corsi per imparare a usarlo. Del resto chi usa troppo il computer si isola, perde gli amici, si dice. Ma se non sai usare Internet sei fuori dal mondo».
Cosa rispondere, poi, a chi si chiede quanto la realtà virtuale sia pericolosa perché fa dimenticare la realtà reale, quando poi per essere informato, oggigiorno, Internet ed e-mail sono indispensabili?
Gli ingredienti che rendono il romanzo di Conati moderno e intrigante ci sono tutti: grazie ad un video pubblicato in rete da uno sconosciuto, il giovane Marco, che ha appena traslocato con la sua famiglia, diventa subito popolare. E per i suoi nuovi compagni di scuola egli non è più «invisibile». Ma a volte è meglio essere popolari o essere invisibili? è la domanda che aleggia ovunque. O è meglio essere come Xorro -nickname utilizzato in Facebook che richiama evidentemente Zorro- che grazie alla sua identità segreta si sente un supereroe? E i supereroi, fino a quanto sono disposti a mettere a rischio la loro identità segreta per aiutare un vero amico in difficoltà?
La contrapposizione tra le relazioni sociali e quelle virtuali, che fa da filo conduttore, ci rigurda da vicino, nessuno escluso.
Autore, compositore e scrittore, David Conati ha lavorato con Tito Schipa Jr, Gino & Michele, Mogol. In ambito editoriale, collabora come traduttore con un’agenzia teatrale e ha scritto decine di testi teatrali, molti per ragazzi, premiati ad importanti festival nazionali. Ha anche pubblicato saggi, manuali educativi, canzoni, filastrocche, romanzi, guide didattiche e testi di parascolastica per diversi editori. Per una panoramica completa sulla sua produzione letteraria e artistica, visita il sito www.davidconati.com
Amedeo Tosi
EDUCARE AL CINEMA CON LA METODOLOGIA TADDEI di Olinto Brugnoli
152 pagine
Anno 2012
9 euro
Edizioni Messaggero Padova
«Educare al Cinema con la metodologia Taddei» è un manuale di introduzione alla comprensione della cinematografia che -stando alle parole dell’autore sambonifacese- «intende fornire i criteri di lettura del linguaggio del cinema secondo la metodologia Taddei, il grande studioso gesuita di cinema e linguaggio dell’immagine, fondatore del Centro internazionale dello spettacolo e della comunicazione sociale – CISCS, basata sul criterio del “cosa-come-perché”».
Dopo alcune informazioni di carattere storico, il testo di Olinto Brugnoli Brugnoli cerca di definire l’immagine cinematografica in quanto segno, analizzando i principali elementi espressivi: l’aspetto statico e quello dinamico. E passa poi ad esporre una metodica di lettura che, attraverso l’analisi della vicenda (cosa) e del racconto (come), arriva a cogliere l’idea centrale dell’autore: il perché.
L’idea di dare alle stampe questo libro «è nata dall’esigenza di rendere accessibile a un pubblico giovanile una metodologia scientifica di «educazione al cinema» di per sé complessa e talvolta difficile» spiega Brugnoli. E conclude: «Destinatari dell’opera sono, infatti, soprattutto studenti, giovani e amanti del cinema, ma anche tutti coloro che ritengono sia imprescindibile nell’epoca contemporanea un’educazione al linguaggio che tali media utilizzano, il linguaggio dell’immagine». Molto interessante, soprattutto per chi si avvicina per la prima volta alla comprensione del linguaggio cinematografico.
Olinto Brugnoli si è laureato in Filosofia nel 1976, ha conseguito il diploma in «Scienze e tecniche dell’opinione pubblica» presso il Centro «Rezzara» di Vicenza e il diploma in «Scienze religiose» presso il Seminario di Vicenza. Giornalista pubblicista e critico cinematografico, è membro del Comitato di direzione della rivista «EDAV» (Educazione Audiovisiva) e collabora con la rivista «Vocazioni». Per la «Cinit» ha pubblicato nel 2005 un libro dal titolo «Un cinema per crescere. Cento film da leggere insieme». Attualmente tiene corsi e seminari di studio sul cinema, anche presso istituti scolastici.
VINOVERITAS di Andrea Ciresola

10 pagine
Anno 2011
Editrice Sinapsi s.r.l.
“Vinoveritas” è un racconto sull’origine mitologica del vino. “Si narra che Apollo, dio delle arti della medicina della musica e della profezia, avesse deciso un giorno di racchiudere in un sol uomo tutta la sua forza divinatoria ispirandosi a quanto stava facendo il Creatore.” Apollo si procurò terre multicolori e acque diafane, e iniziò il lavoro. Ilizia, dea protettrice del parto, gelosa dell’opera di Apollo, convinse Eolo a scatenare un forte vento: la materia informe che Apollo stava modellando, quindi, si disperse e cadde sulla terra. La materia cadendo si divise in due, dando origine ad un uomo e ad una donna. “Fu da loro che nacque quel nettare pieno di misteri e di piaceri che oggi noi chiamiamo vino.” Solo chi leggerà questo sublime racconto potrà scoprire come…
“Vinoveritas” si può acquistare alla cantina Ca’ Rugate assieme al vino che ha ispirato il racconto.
Andrea Ciresola è nato a Verona nel 1961 e vive a Monteforte d’Alpone (Vr). È restauratore di opere d’arte, pittore e scrittore. Nei dipinti cerca, riproducendo paesaggi contemporanei, il senso e la presenza di una nuova estetica che scaturisce dalla collisione fra l’ambiente naturale e l’intervento dell’uomo. Negli ultimi anni ha realizzato numerose esposizioni personali e collettive: ha esposto sia in Italia (ad es. Venezia, La Spezia, Firenze, Bergamo) che all’estero (ad es. Berlino, New York). Per colmare la sua necessità di comunicare, Ciresola ha scritto e diretto commedie per il teatro, pubblicato poesie, fiabe e romanzi. Numerosi sono i premi e i riconoscimenti che Ciresola ha ricevuto per la sua attività artistica: l’ultimo premio ricevuto è stato il “Fiorino d’Oro” (sezione arti visive) alla 29a edizione del Premio Firenze, con il dipinto “Paesaggio con raccordo blu”.
Marco Bolla
RACCONTARSI di Ernesto Bussola e Franco Ceradini
288 pagine
Anno 2011
14 euro
Cierre Grafica 2011
Da alcuni mesi è uscito nelle librerie “Raccontarsi”, un libro di racconti di due autori veronesi: Ernesto Bussola e Franco Ceradini. “Due autori, due stili diversi e complementari. Vi è –tanto nei racconti di Bussola, ridotti all’essenziale, brevissimi scorci in cui basta spesso un tratto di pennello a sbozzare un personaggio, una scena, un sentimento, quanto in quelli più adorni e in certa misura barocchi di Ceradini- il senso di un coinvolgimento che non lascia scampo” si legge nella presentazione in quarta di copertina.
I racconti di Bussola, infatti, sono più corti e veloci da leggere. I protagonisti sono tanti: lo scultore, il prete, la suora, il boscaiolo, il politico, l’elettricista, l’ambulante, l’eremita, l’esteta. Una serie di ritratti, di piccole storie: alcune vere, altre surreali, comunque tutte ambientate nel veronese. Vi è la storia di un amore che nasce e finisce, di un uomo che diventa politico perché “diceva e non diceva”, di un ambulante che accetta il suo destino e non si lamenta, di un barbone che si autopunisce dandosi le botte, di un uomo che diventa eremita e si ritira a vivere in una baita su un monte.
I racconti di Ceradini, invece, sono più lunghi e a fare da contorno alle sue storie sono quasi sempre dei fiori. In un racconto il protagonista si ferma in una scarpata a raccogliere le lunarie per fare una sorpresa alla moglie, in un altro aiuta un amico musicista con la stessa cura che usa per far crescere il suo geranio preferito. In un’altra storia, invece, il protagonista eredita una piantina di geranio che emana un particolare profumo, che prima acuisce i sensi e poi porta all’annullamento della volontà. Il racconto più bello, comunque, rimane l’ultimo: Gente di Isola. Una storia dei nostri tempi legata agli interessi personali ed alla corruzione. Dall’idea di costruire un grande teatro nazionale per promuovere una politica culturale di ampio respiro, si arriva alla nascita di una multinazionale che costruisce capannoni, uffici, ponti autostradali. E alla fine, la multinazionale, dopo aver preso i finanziamenti, scappa via lasciando Isola in un completo disastro ambientale.
Ernesto Bussola vive a Sant’Ambrogio di Valpolicella (Vr). Pittore e restauratore, trasferisce nella scrittura il gusto per le forme plastiche e i colori che pone nei suoi quadri. Ha pubblicato tre libri di poesie: “Tra el dito e ‘l fato” (2003), “In verde e rosso di velina” (Il Segno dei Gabrielli Editori, 2003) e “Riflessi e cromie”(2010). Nel 2008 è uscito il volume di racconti e poesie “Piccola epica”.
Franco Ceradini vive e lavora a San Pietro in Cariano (Vr). Per anni ha alternato l’attività di scrittore a quella di organizzatore culturale, dedicandosi poi interamente alla scrittura. Ha pubblicato tre romanzi: “Pulviscolo” (Perosini Editore, 1999), “Di Maddalena e di me” (Perosini Editore, 2004), “Teatro delle ceneri” (Mobydick Editore, 2008). Nel 1999 ha curato, con lo scrittore Giovanni Dusi, il libro-intervsita “Il migliore dei mondi possibili”.