Davide Andreoli – L’ACQUA RACCONTA


acqua228 pagine

Anno 2013

Stampato in proprio

 

È l’autore stesso, nella postfazione del libro, a riferirci dell’occasione per questa raccolta di racconti, ovvero il desiderio di regalare per Natale agli amici pescatori «un po’ di storie che avessero come filo conduttore la pesca». Difatti, la caratteristica principale dell’opera sembra essere proprio quella di un totale coinvolgimento personale ed emotivo dello scrittore nelle storie che egli racconta, sia che si tratti di ricordi autobiografici, sia che il racconto prenda spunto dal vissuto di altri amici o parenti pescatori, o che la vicenda sia frutto dell’immaginazione del lettore, come ad esempio nel racconto di “fantapesca” Fishing dreams.

L’ostacolo principale alla lettura di queste pagine da parte di chi, come il sottoscritto, non è iniziato ai vari metodi e alla terminologia specifica propri dell’alieutica, ovvero le lunghe e minuziose descrizioni degli strumenti e delle tecniche utilizzate volta per volta dai protagonisti delle storie per riuscire a catturare le tanto agognate prede ittiche, non scoraggia certo il lettore, poiché tale difficile “vocabolario per esperti” viene controbilanciato dallo sforzo, peraltro sempre riuscito, di inserire la pratica della pesca in un contesto più ampio, in modo che essa, come in ogni processo letterario pienamente realizzato, rappresenti se stessa come un fenomeno umano unico e irriducibile e, allo stesso tempo, si trasformi in più ampia metafora dell’esistenza umana in generale.

Davide Andreoli sa trasporre il proprio amore per la pesca in una forma scritta poetica ed accattivante, utilizzando una prosa distesa, semplice e variegata a un tempo. Per un individuo che sa porsi in ascolto, una sua passione, se coltivata con costanza, può tradursi in una valida chiave di lettura della realtà, e in questo senso l’autore riesce a scavare fino in fondo la vena della propria ispirazione. Ecco, dunque, la pesca presentarsi come veicolo privilegiato per recuperare i ricordi più vividi e le emozioni più autentiche dell’infanzia e della giovinezza; eccola utilizzata come metro ideale per una sorta di poesia personale in onore della propria terra d’origine, la bassa veronese, sebbene ciò significhi anche affrontare la contraddizione di un presente che sacrifica al “progresso” il rispetto della natura e delle regole che ne determinano l’armonia; eccola diventare metafora dell’essenza insita nel lavoro dell’uomo, ovvero quel misto di tenacia, costanza, fatica, pazienza, amore, solidarietà e gratitudine indispensabili affinché ciascuno abbia davvero la possibilità di raggiungere la propria realizzazione e completezza, sia nell’intima dimensione interiore che nel rapporto con il prossimo (stupendi, a questo proposito, L’isola del tempo e 5 ami sul cuore); ecco la pesca, infine, trascendere il suo aspetto di artefatto umano per suggerire una riflessione sul legame indissolubile di ogni singola persona con il tutto che lo circonda, attraverso l’immagine dell’acqua come simbolo di quel grande, materno, inviolabile silenzio posto a principio di ogni processo di vita e di morte, di ogni esperienza che nel suo dispiegarsi diviene consapevolezza, racconto, storia.

Chi fosse interessato ad avere una copia del libro, può mandare una mail all’autore: davide@brancon.it

 

Alessandro Spadiliero

 
Davide Andreoli è nato nel 1970 e vive a Nogara (Vr). “L’acqua racconta” è la sua prima pubblicazione.