Emanuele Delmiglio – L’ALBA DI ARCADIA


arcadia256 pagine

Anno 2014

17 euro

Edizioni Solfanelli

 

Suspense e colpi di scena sono ingredienti fondamentali di questo romanzo di fantascienza di Emanuele Delmiglio, è dunque doveroso astenersi da qualsiasi atto di spoiler, anche se finalizzato a una recensione e ad un’analisi dell’opera più accurate, e limitarsi il più possibile nell’esposizione della trama.

In breve, un gruppo di persone, ciascuna colpita da un terribile lutto, si ritrova coinvolta nel “Progetto Arcadia”, che si propone di far continuare a vivere in un mondo virtuale la coscienza delle persone morte, permettendo ai loro cari ancora vivi di “connettersi” periodicamente per poter assistere alla nuova esistenza delle persone perdute e ora apparentemente destinate a una perfetta e felice eternità. Le cose, naturalmente, non stanno così, e il protagonista, Giuseppe D’Ambra, mite bibliotecario di mezza età che ha aderito all’esperimento per ragioni dolorosamente personali, dovrà tentare di scoprire gli oscuri complotti orditi dalla misteriosa struttura che manovra il Progetto.

Un libro di genere, dunque, anche se risulta tutt’altro che facile determinare di quale si tratti: il fantascientifico è certamente un ingrediente determinante e presente in dosi massicce, ma Delmiglio non trascura affatto gli altri aspetti che possono far grande un romanzo, dall’approfondimento del carattere dei personaggi alla trattazione di tematiche sociali, politiche ed esistenziali assolutamente aderenti alla realtà quotidiana, operando una mescolanza di generi efficace e moderna e concedendo ampio spazio a riflessioni su argomenti e questioni filosofiche più che mai attuali e da sempre al centro dell’indagine umana sul proprio destino (l’enigma della morte, il mistero di un aldilà, il limite e il rapporto tra scienza ed etica, la difficoltà di accettare la perdita di una persona cara, il dubbio se un’esistenza perfetta ma sostanzialmente fittizia sia preferibile al rischio del nulla, l’invadenza delle multinazionali e di altri poteri forti nella vita degli individui, ecc.).

Il romanzo si contamina anche di linguaggi non letterari, traducendo sulla pagina suggestioni provenienti da più moderni mezzi di comunicazioni, come il cinema, la tv, i videogame, il web, e dà sfogo a una fertile fantasia nell’ideazione di una potenziale infinità di mondi virtuali che attingono a piene mani alle più svariate narrative di genere, dal poliziesco al fantasy, senza trascurare nemmeno la letteratura d’autore (troviamo Dickens, Masters, Byron): una narrazione, dunque, densa di spunti e stratificazioni, un vivace caleidoscopio postmoderno ricco di citazioni e mescolamenti stilistici, taluni dichiarati apertamente dall’autore, altri più sottili e celati, che il lettore potrà divertirsi a scovare.

Alessandro Spadiliero

Emanuele Delmiglio, editore e giornalista, è nato nel 1958 e vive a Colognola ai Colli (Vr). Il suo primo racconto è comparso nel 1978 sulle pagine della fanzine “The time machine”. Ha pubblicato due raccolte di racconti: “Ultima uscita” (Inchiostro – Il Riccio Editore, Verona 2002) e “Vie Traverse” (Inchiostro – Il Riccio Editore, Verona 2008). Delmiglio è comparso in varie antologie, tra le quali “Sine tempore e 50 sfumature di Sci-fi” (La Mela avvelenata), “Ribelli” (Robin Edizioni), “Parole per strada” (Il Furore dei libri) e sulle pagine della rivista “Inchiostro”.